giovedì 11 marzo 2010

Anche gli animali hanno un anima?


Padre Luigi Lorenzetti, teologo ,di Famiglia cristiana, spalanca le porte del Paradiso agli animali : "Hanno ricevuto un soffio vitale da Dio , scrive e sono attesi anch'essi dalla vita eterna".
Paolo VI disse : "Un giorno rivedremo i nostri animali nell'eternità di Cristo", e rivolto ai Medici Veterinari: "Vi esprimiamo il nostro compiacimento per la cura che prestate agli animali, anch'essi creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'universale stigma del peccato e dell'universale attesa della redenzione finale, secondo le misteriose parole dell'apostolo Paolo."
Gaspare Gherardini , canonico di Santo Spirito di Roma , nella metà del Settecento affermò:
"Scopersi nella macchina degli animali un fine savissimo, un fine degnissimo della Divinità"
Papa Giovanni Paolo II nel 1990 si espresse in tali termini: "La Genesi ci mostra Dio che soffia sull'uomo il suo alito di vita. C'è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi."

I pensieri del moscerino


Sulla psiche degli animali sono caduti molti tabù. Pochi anni fa uno scienziato, un divulgatore, o un semplice amante degli animali che avessero solo accennato a concetti quali l'apprendimento, l'esperienza, l'attenzione, sarebbero stati esposti all'infamante accusa di antropomorfismo. L'avanzata di un nuovo fronte di discipline - la sociobiologia, la psicologia animale, le neuroscienze - ha ribaltato lo scenario. Oggi si parla senza inibizioni di «mente animale» e dell'utilità che il suo studio può avere per la conoscenza della mente umana. Anche nel caso degli insetti, ritenuti tradizionalmente poco più che "automi naturali". Per esempio Howard Nash, del National Institutes of Health di Bethesda nel Maryland, si occupa di anestesia studiando i moscerini della frutta. Ed è entusiasta dei risultati del metodo di indagine sulla psiche di questi piccoli insetti messo a punto recentemente da altri due ricercatori, Ralph Greenspan e Bruno van Swinderen, che lavorano al Neurosciences Institute di San Diego in California.

Strofinacci e spugne

Spugne, stracci, e altri strumenti per le pulizie; i migliori sono in microfibre. Ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni, sono perfetti per una pulizia profonda e pratica. Per le finestre in PVC, basta uno straccio o spugna in microfibra, acqua tiepida e uno straccio in cotone per asciugare, sulle finetre non lasciano aloni, toglie lo sporco con facilità e non esige nessun prodotto chimico che possa provocare danni a persone e oggetti. L'armadietto dei prodotti per le pulizie resterà quasi recuperando spazio.

mercoledì 10 marzo 2010

Apollo Guidance Computer

L'Apollo Guidance Computer (AGC) era il computer di bordo del Programma Apollo della Nasa utilizzato, oltre che nel Modulo di Comando, anche all'interno del LEM, Lunar Excursion Module, per le manovre di atterraggio e di decollo dal suolo Lunare. 
Era basato su una unità di calcolo da 2 MHz di velocità di clock, di 2 Kwords di memoria RAM e di una trentina abbondante di Kwords di memoria ROM. Quest'ultima conteneva, principalmente, dati e programmi. L'AGC era multitasking, essendo in grado di eseguire fino a 8 programmi contemporaneamente. Fu il primo computer ad utilizzare circuiti integrati: nella sua prima versione utilizzava 4.100 chip di porte logiche NOR. 

Spin One Two


Fare cover è sempre stata una prerogativa per qualsiasi gruppo che abbia iniziato a muovere i primi passi musicali sia nelle più maleodoranti cantine, che nelle più linde salette prove. Con il termine "cover" si è soliti indicare un brano musicale scritto da un gruppo, da un musicista e riproposto da un altro gruppo, un altro musicista. Se gli U2 si mettono a cantare "Help" dei Beatles, stanno facendo una cover dei Beatles. In alcuni casi, una cover può decidere l'inizio della carriera di chi la propone o il brano di punta di un disco non proprio convincente. In altri casi può consacrare l'autore del brano se chi si cimenta nella cover è un artista di livello. Ma esistono casi in cui l'incidere cover è solo un fattore secondario, quello principale è il poter fare musica. D'altronde anche gli stessi 4 baronetti di Liverpool nei loro primi album hanno inciso sia cover che brani scritti da loro. Infine c'è modo e modo di fare cover: si può suonare il brano tale e quale a quello originale, e si può invece cambiarne forma. In quest'ultimo caso ci si appropria in qualche

martedì 9 marzo 2010

C'era una volta.... la fanteria d'arresto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.La Fanteria d'Arresto era una specializzazione della Arma di Fanteria dell'Esercito italiano. Fu istituita nel 1962, per trasformazione dei precedenti Battaglioni da posizione via via creati a partire dal 1951 al fine di presidiare le opere di difesa permanenti, poste lungo il confine tra l'Austria e la Jugoslavia, in previsione di un attacco delle truppe del Patto di Varsavia. La Fanteria d'Arresto fu definitivamente sciolta nel 1993 con la fine della Guerra fredda.
Il sottoscritto ha prestato servizio in quel di San Lorenzo Isontino, in forza al 63º Battaglione Fanteria d'Arresto "Cagliari" come autiere. Successivamente in forza presso il battaglione Nembo, il Torino ed il Cuneo.
Ho trasportato munizioni, esplosivi e uomini per una anno intero.
Un anno indimenticabile.
Durante gli anni della Guerra Fredda, nella situazione a schieramenti contrapposti Patto Atlantico - Patto di Varsavia venutasi a creare e che ha caratterizzato tutto il secondo dopoguerra sino alla caduta del muro di Berlino, l'Esercito italiano era orientato, soprattutto, alla difesa delle frontiere orientali. Le 25 Brigate istituite nel 1975, progressivamente poi ridotte di numero (erano già 19 nel 1991!) erano sotto il comando operativo di Corpi d'Armata e di Comandi di Regione Militare. In particolare, del 5º Corpo d'Armata di Vittorio Veneto per le unità di prima schiera, del 4º Corpo d'Armata di Bolzano per le truppe alpine e del 3º Corpo d'Armata di Milano per le unità della riserva di scacchiere, ai quali, in caso di crisi o di conflitto, si sarebbe sovraordinato il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa di Verona, ente retto da un generale Est (Patto di Varsavia), di bloccare o comunque ritardare l'avanzata nemica, permettendo all'Esercito italiano di organizzarsi per la successiva difesa.
Lo scopo veniva raggiunto, in cooperazione con altri Reparti Mobili, con l'ausilio di fortificazioni permanenti, dette "opere", composte principalmente da cannoni anticarro (dette postazioni P), mitragliatrici (dette postazioni M), posti di osservazione e posti di comando. Tali opere (vedi anche la voce bunker), costruite anche con fondi NATO, erano dislocate nel Friuli-Venezia Giulia e si estendevano dal confine con la ex Jugoslavia (ora Slovenia) sino al fiume Tagliamento, da est verso ovest e dal Passo di Tanamea alla zona compresa fra la foce del Timavo e quella dell'Isonzo, da nord a sud.
Nella zona più a nord e seguendo il confine sino al Trentino-Alto Adige, operavano gli Alpini, con appositi Reparti di Alpini d'Arresto: i loro "sbarramenti" erano ricavati anche in opere, appositamente aggiornate, dei preesistenti Vallo Alpino e Vallo Alpino in Alto Adige. La maggior parte delle fortificazioni (dette opere in pianura e sbarramenti in montagna) era costruita attorno o in prossimità degli assi stradali più importanti e di importanti ponti stradali o ferroviari (ad esempio Ponte della Delizia e Dignano). Scopo principale della fortificazione permanente era di sostenere lo sforzo di contenimento e di contrasto contro un eventuale invasore da parte delle unità corazzate e meccanizzate. In sostanza, la fortificazione avrebbe dovuto servire a: contenere le forze avversarie e comunque a rallentarne il movimento; incanalarle lungo assi che avrebbero favorito l'intervento delle Forze Armate italiane; costituire perno di manovra per le unità mobili della difesa; difendere e tenere zone particolarmente importanti per la difesa o chiudere assi di penetrazione secondari, attraverso i quali potevano essere tentate manovre di aggiramento o di alleggerimento.
La composizione delle opere era molto variabile a seconda della zona in cui si trovavano, del compito loro affidato, del tipo di avversario che avrebbero dovuto contrastare (corazzato o motorizzato) e della morfologia
Con la fine della Guerra Fredda, la necessità di difendere la "porta di casa", la cosiddetta Soglia di Gorizia, perse in gran parte la sua valenza e tutte queste postazioni furono progressivamente smantellate: nel 1993 ne venne completata la dismissione.
Reparti:

Per quanto riguarda i Reparti che ne facevano parte, questa era la situazione subito dopo la ristrutturazione dell'Esercito italiano avvenuta nel 1975 - 1976:
"33º Battaglione Fanteria d'Arresto "Ardenza"
Brigata meccanizzata "Gorizia" (dal 1986: Brigata corazzata "Vittorio Veneto")
Dislocato a Fogliano Redipuglia era composto (al 1984) di quattro compagnie, dalla 1ª alla 3ª più una Compagnia Comando e Servizi, più un distaccamento a Perteole.
Decorato di Ordine militare d'Italia, di due Medaglie d'Argento al Valor Militare e di una Medaglia di Bronzo al Valor Civile. Il battaglione festeggia la battaglia della Bainsizza (23 settembre 1917) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito il 5 maggio 1859, si scioglie il 30 novembre 1991 a Fogliano Redipuglia (GO). Motto: "Col sacrificio la gloria".
52º Battaglione Fanteria d'Arresto "Alpi"
Divisione Mantova (dal 1986: Brigata meccanizzata "Mantova")
Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro, tre Medaglie d'Argento e tre di Bronzo al Valor Militare ed una al Valore dell'Esercito. Il battaglione festeggia la battaglia di Sidi Bilal in Libia (20 settembre 1912) dove si guadagna la Medaglia d'Oro al Valor Militare. In data 2 gennaio 1919 adotta la cravatta rossa, simbolo garibaldino, a ricordo dei Cacciatori delle Alpi dai quali discende. Costituito il 17 marzo 1859, viene sciolto il 31 marzo 1993 a Cividale del Friuli (Ud) e ricostituito con funzioni addestrative a Portogruaro (VE), dove si scioglie definitivamente il 31 agosto 1996. Motto: "Obbedisco".
53º Battaglione Fanteria d'Arresto "Umbria"
Divisione meccanizzata "Folgore" (dal 1986: Brigata meccanizzata "Gorizia")
Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro e tre Medaglie d'Argento al Valor Militare. Il battaglione festeggia la battaglia del Don in Russia (18 dicembre 1942) dove merita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Costituito il 16 aprile 1861, si scioglie il 31 marzo 1993 a Pavia di Udine (Ud). Motto: "Sento in cuor l'antica Patria".
Il 53° btg. f.arr. "Umbria", costituitosi a Pavia di Udine il 1º ottobre 1976, deriva dal I° battaglione del 53° rgt. f.arr. "Umbria", che a sua volta era stato ricostituito a Jalmicco, frazione di Palmanova (UD) il giorno 1º luglio 1963. In origine, il Reggimento fu costituito in Palermo il 16 aprile 1861. Nel 1866 partecipò alla guerra contro l'Austria e nello stesso anno intervenne nella repressione delle insurrezioni in Sicilia (allora fu concessa alla Bandiera la prima Medaglia d'Argento al Valor Militare). Negli anni successivi, fino al 1870, partecipò in Sicilia alla repressione del brigantaggio e al soccorso delle popolazioni colpite dal colera. Nella prima guerra mondiale il Reggimento fu impegnato nel Cadore e successivamente, nel 1917, il III° Battaglione nella zona tra il Monte Spinoncia e la val Calcino. Nella seconda guerra mondiale, nel giugno del 1940, il Reggimento, inquadrato nella Divisione "Sforzesca", si schierò sulla linea di confine con la Francia. Su tale fronte si distinsero particolarmente il caporale Noè ed il sergente Macrì, entrambi decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Nel gennaio 1941 il Reggimento raggiunse il fronte greco-albanese ove si coprì di gloria in numerosi combattimenti. Su tale fronte venne concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare al maggiore Campana, comandante del III° Battaglione e la seconda Medaglia d'Argento alla Bandiera. Nel 1942 venne inviato in Russia ove, a Jagodnij, ottenne la terza Medaglia d'Argento alla Bandiera e per l'eroico comportamento durante il ripiegamento, la Medaglia d'Oro alla Bandiera. Decimato e sciolto, venne ricostituito il 13 maggio1943 per partecipare alla Seconda guerra mondiale. Sciolto nuovamente alla fine della guerra il Reggimento, come sopra detto, è stato ricostituito il 1º luglio 1963 e ha assunto la denominazione di 53° Reggimento Fanteria d'Arresto "Umbria", inquadrato nella divisione di fanteria "Folgore".
63º Battaglione Fanteria d'Arresto "Cagliari"
Brigata meccanizzata "Gorizia"
Decorato di due Croci dell'Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento, una Medaglia di Bronzo ed una Croce di Guerra al Valor Militare. Il battaglione festeggia il combattimento di Polazzo (02/07/1915) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito il 1º agosto 1862 si scioglie il 30 novembre1991 a S. Lorenzo Isontino (Go). Motto: "Procedere non recedere".

73º Battaglione Fanteria d'Arresto "Lombardia"
Divisione Ariete (dal 1986: Brigata Garibaldi)
Decorato di Ordine Militare d'Italia, Medaglia d'Oro, Medaglie d'Argento e una di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito. Il battaglione festeggia il combattimento di Boschini, Rubbia e Nad Logen sul Carso (12/08/1916) dove si guadagna la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Dal 19 febbraio1920 adotta la cravatta azzurra, simbolo di fedeltà, onore e valore, a ricordo dei Granatieri di Lombardia dai quali discende. Costituito il 1º dicembre 1859 si scioglie il 10 ottobre 1986 ad Arzene (PN). Motto: "Acerrimus hostibus".
74º Battaglione Fanteria d'Arresto "Pontida" (quadro)
120º Battaglione Fanteria d'Arresto "Fornovo"
Brigata Isonzo (dal 1986: Brigata Garibaldi)
Decorato di Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento e una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e di una Medaglia di Bronzo al Valor dell'Esercito. Il battaglione festeggia il combattimento di Porte di Salton (15 giugno 1918) dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Costituito nel marzo del 1915 si scioglie il 30 novembre 1991 a Ipplis, frazione di Premariacco (UD). Motto: "Più forte del destino".
Il 120º Battaglione Fanteria d'Arresto "Fornovo", costituitosi a Ipplis di Premariacco il 1º ottobre 1976, deriva dal III° battaglione del 52° rgt. f.arr. "Alpi", che a sua volta era stato ricostituito (come fanteria d'arresto) a Tarcento (Ud) il 1º luglio 1963. In origine, come 120° Reggimento Fanteria "Emilia" fu costituito in Ravenna nel marzo del 1915, per partecipare alla prima guerra mondiale. Fu impegnato nella zona di Plava monte Nero, sul monte Mrzli e dopo la rotta di Caporetto, ritiratosi sempre combattendo sino a Fossalta di Piave (Ve), nella zona del monte Grappa. Il 15 giugno 1918, alle Porte di Salton, meritò alla Bandiera la Medaglia d'Argento al Valor Militare, mentre il Cap. Pantaleone Rapino venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Sciolto alla fine della grande guerra, venne ricostituito nel 1941 per partecipare alla seconda guerra mondiale: inquadrato nella 155^ Divisione Emilia, si schierò in Jugoslavia, con compiti di presidio. Il 14 e 15 settembre 1943, difende con grande tenacia la piazza marittima di Cattaro, in Dalmazia, dall'attacco di soverchianti forze tedesche. Il I° btg. si sacrifica al completo e permette al resto del 120° di imbarcarsi e di raggiungere le coste pugliesi. Per l'eroico comportamento viene decorato con una seconda Medaglia di Bronzo al Valor Militare e numerosi suoi militi vengono decorati con la Medaglia d'oro al valor militare (Cap. cpl. Edmondo Bruno Arnaud, Cap. cpl. Arturo Maira, Ten. col. spe Giuseppe Manzelli, STen cpl. Paolo Vannucci). Dopo varie trasformazioni, viene sciolto nuovamente nel 1945, alla fine della guerra. Come sopra detto, è stato ricostituito il 1º ottobre 1976 con nuova fisionomia organica e ha assunto la denominazione di 120° Battaglione Fanteria d'Arresto Fornovo, inquadrato nella brigata meccanizzata Isonzo.
Conclusione:
Tutti questi Reparti oggi non esistono più: la loro organizzazione consisteva fondamentalmente nei plotoni P.O. (Presidio Opere) e nei plotoni D.V. (Difesa Vicina).
Il plotone P.O. aveva come compito essenziale quello di raggiungere il più velocemente possibile l'opera ad esso affidata, di entrarvici e di presidiare la zona assegnata fino al sopraggiungere (eventuale) della Brigata di rincalzo e contrattacco.
Il plotone D.V. composto da fucilieri assaltatori, aveva al contrario come compito quello di difendere l'opera esternamente dagli assalti dei guastatori nemici e, una volta contrastato il primo attacco, eventualmente rifugiarsi all'interno dell'opera. Da qui il soprannome, alla Scuola di Fanteria di Cesano di Roma.

Ne resterà soltanto uno...


Highlander - L'ultimo immortale è un film del 1986 diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert e Sean Connery. Il film ha avuto diversi seguiti negli anni successivi, che non hanno però riscosso un analogo successo, ed è stato trasposto in una serie di telefilm, oltre che in un film d'animazione giapponese di Yoshiaki Kawajiri, Highlander - Vendetta immortale.
Le canzoni inserite nella colonna sonora del film sono state composte dai Queen.

Connor MacLeod, nato in Scozia, nelle Highlands, nel 1518, viene ferito gravemente in battaglia nel 1536 e viene per questo ritenuto ormai moribondo persino dalla propria famiglia. Ma quando il giorno dopo si risveglia in piena forma, con le ferite quasi completamente guarite viene immediatamente additato come demone e bandito dal proprio villaggio.
Dopo alcuni anni lo ritroviamo in un altro luogo della Scozia, dove ha intrapreso la professione di maniscalco e ha preso moglie. Un giorno viene raggiunto da Juan Sanchez Villa-Lobos Ramirez che lo mette in guardia su un pericolo imminente e gli mostra la verità: lui è un immortale così come lo è Connor. Ramirez gli parla anche dell' 'Adunanza': un giorno tutti gli immortali rimasti al mondo proveranno un'attrazione irresistibile per una terra lontana ove si scontreranno in una lotta all' ultimo sangue: alla fine ne rimarrà soltanto uno. Per questo Connor dovrà imparare a combattere. L'uomo gli insegna quindi l'arte della spada e amplia i suoi sensi. Un giorno quando Connor è via arriva al maniero anche un altro immortale, il Kurgan, un essere diabolico responsabile già del ferimento di Connor in battaglia, e che uccide Ramirez e violenta la moglie, che morirà di vecchiaia in seguito.
Ai giorni nostri ritroviamo un Connor completamente a suo agio nel tempo attuale, nonostante imperversi ancora la guerra tra gli immortali. L'uomo viene raggiunto nuovamente dal Kurgan, che vuole sistemare i conti con lui e i due ingaggiano una epica battaglia per stabilire chi sarà l'ultimo immortale.

sabato 6 marzo 2010

L'uomo sulla luna

Il programma Apollo consistette in una serie di missioni spaziali con passeggeri umani intrapreso dagli Stati Uniti utilizzando la Navicella Spaziale Apollo, e condotto tra gli anni 1961-1972. È stato dedicato all'obiettivo di far atterrare un uomo sulla superficie della Luna e di riportarlo salvo sulla Terra entro la fine degli anni settanta. L'obiettivo fu raggiunto con la missione Apollo 11 nel 1969. Il programma continuò fino all'inizio degli anni settanta per portare avanti l'esplorazione scientifica del suolo lunare. Fino ad oggi, non c'è stata nessun'altra missione umana sulla superficie lunare.
 Pannello comandi del modulo di comando

Le prime calcolatrice elettroniche

Compaiono con ampia diffusione verso la fine degli anni ’70.
Rigorosamente made in Japan, rigorosamente con diplay a led, solitamente rossi, alcune volte verdi (e non a cristalli liquidi), erano molto costose e svolgevano le quattro operazioni, radici quadrate e poco più. Con il loro prezzo attualizzato ad oggi ci si comprerebbe comodamente un personal computer palmare.
La distanza generazionale con gli insegnanti ci consentì di farne uso durante i compiti in classe prima che il fenomeno fosse percepito e quindi regolamentato. Avevano un consumo iperbolico di corrente, tanto da avere come optional un apposito alimentatore.
Erano in grado giusto di fare le quattro operazioni, ed il modello in foto, del peso di un paio di etti aveva anche l'indicatore di livello batterie (4 pile a stilo). Così, con un pacco di batterie ci potevi fare al massimo un compito di matematica di media difficoltà. 
Nell'immagine la mia prima calcolatrice scientifica Texas Instruments TI30 degli anni 80

Purè o non purè. Questo è il problema.

Ingredienti per 6 persone:
150g di patate farinose
120g di burro ammorbidito
250g di farina"00"
1 uovo sbattuto
semi di papavero e sale marino iodato grosso
Preriscaldare il forno a 200°C e preparare due vassoi unti di olio.Cuocere le patate in acqua bollente e già salata, poi asciugarle e sciacciarle in una terrina, aggiungere burro, farina ed un po' di sale e mescolare bene fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Dividere la pasta a metà, stendere ciascuna parte formando due rettangoli 16x28 cm. Pareggiare i bordi e tagliare a metà. A sua volta tagliare dei bastoncini di larghezza di 1 cm e disporre sui vassoi, attenzione a lasciare spazio fra l'uno e l'altro. spennellare tutti con l'uovo sbattuto e cospargere di semi di papavero ed il sale. Infornare per 10-12 minuti circa.

Pizza particolare

1kg di patatone, pulitele e sbucciatele
2 spicchi d'aglio, schiacciateli
60g circa di passato di pomodoro
2 cucchiai di salsa di pasato di pomodoro in bottiglia
1 peperoncino piccolo, tritatelo finemente
2 cucchiai di prezzemolo fresco, tritatelo finemente
150g di formaggio preferito filante, preparatelo grattuggiato
4 fette di salame, tagliatele a striscioline sottili
3 pomodori romani, a cubetti
120g di funghi a fettine
1 peperone rosso di piccola taglia, tagliarlo a fettine sottili
1 piccola cipolla e preparatela tagliata a fettine sottili-foglie di origano(oppure origano esiccato). 
Per gli ingredienti potete sbizzarrirvi come preferite, a voi i gusti più svariati.

Le vuoi le foccacine?

Ingredienti per 6 persone:
155g di farina"00"
350g di patate farinose già preparate sbucciate e tegliate a dadini
4 cucchiaini da caffè di bicarbonato
75g di burro
75g di mais per polenta
75ml di latte-mezzo cuchiaino da caffè di sale.
Per rendere le patate più morbide fatele bollire o cuocere a vapore e poi schiacciatele bene. Mescolando aggiungere farina "00" setacciata, mais, il bicarbonato ed il sale, si deve amalgamare bene. Adagio adagio si aggiunge a filo il latte, l'impasto deve risultare morbido morbido e regolatevi con il latte, forse non serve tutta la quantità indicata. Preriscaldare il forno a 200°C. Stendere l'impasto su un vassoio da forno, già infarinato precedentemente. Formare con l'impasto un cerchio alto circa 25 cm tagliare 12 spicchi circa. Incidere gli spicchi con tagli obliqui non molto profondi. Infornare per circa 20 minuti, tenere sempre d'occhio il forno per non bruciare tutto, gli spicchi devono risultare d'orati non troppo scuri. Vanno serviti caldi oppure si possono conservare per 2-3 giorni in un contenitore ermetico in frigo e poi riscaldarli in forno.

Hayao Miyazaki, un grande maestro

Grande artista dei cartoni animati giapponesi, più noto al pubblico italiano per il film di animazione:LA CITTà INCANTATA. Dopo l'esplosione di questo fantastico film, che doveva essere il grande saluto di Miyazaki prima di ritirasi in pensione, ma così non è stato, anzi ha vinto l'orso d'oro alla carriera,perchè dopo 20-30 anni e più, uno alla volta vengono tradotti in italiano tutti i suoi capolavori. Ne elenco alcuni se non quasi tutti, bellissimi: IL MIO VICINO TOTORO-KIKI LA STREGA- NAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO(punto fisso per Hayao, che ha caratterizzato tutte le sue storie)-IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL-PONYO SULLA SCOGLIERA. Anche il figlio Goro Miyazaki ha creato un film, per chi è interessato il titolo è:I RACCONTI DI TERRA MARE. Altri film e cartoni animati di Hayao Miyazaki: Conan il ragazzo del futuro-Haidi-le avventure di Sherloc Homses-PORCO ROSSO-IL CASTELLO IN ARIA. Questo professionista è scrittore e sceneggiatore ma aggiungerei anche poeta e prosatore nel descrivere e far capire la natura.
 
« La filosofia di Miyazaki unisce romanticismo e umanesimo a un piglio epico, una cifra di fantastico visionario che lascia sbalorditi. Il senso di meraviglia che i suoi film trasmettono risveglia il fanciullo addormentato che è in noi. » (Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, parlando di Hayao Miyazaki)
Il 27 marzo dalle 20.30 in tutto il Pianeta i monumenti più importanti si spegneranno per un' ora: dal Golden Gate al London Eye, dal Table Mountain al Tapei 101 per chiedere di affrontare davvero il problema del riscaldamento globale. Milioni di persone, anche quest’anno spegneranno le luci per chiedere di essere ascoltati. Dalla risposta dei leader mondiali dipende il destino di tutta l’Umanità. A fianco del WWF per la promozione dell’evento ci sono anche RTL 102,5, Animal Planet (il canale parte del gruppo Discovery Networks distribuito sulla piattaforma SKY) e il canale ambiente online Ecquo del Quotidiano Nazionale. Se vivi su questo Pianeta non puoi mancare, partecipa anche tu. A chi si iscrive sul sito ufficiale riceverà  il desktop ufficiale dell'evento per  pc.

venerdì 5 marzo 2010


Aforismi di Jimi Hendrix

  • La storia di una vita è più breve di un battito di ciglia. La storia di un amore è ciao e addio finché non ci rivedremo.
  • Quando il potere dell'amore supererà l'amore per il potere si avrà la pace.
  • Scusatemi, mentre bacio il cielo!
  • Noi facciamo della musica libera, dura, che picchi forte sull'Anima in modo da aprirla.
  • La conoscenza parla, ma la saggezza ascolta.
  • La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire... sei vicino al cielo.
  • Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione.
  • Il Blues è facile da suonare, ma difficile da provare.
  • Tecnicamente non son un chitarrista, tutto quello che suono è verità ed emozione.
  • La luce che brilla il doppio dura la meta'.

Immortal ad vitam


« -Avrei dovuto spararti la prima volta che ti ho incontrato.
- C'è ancora tempo. »

Immortal ad vitam è un film di fantascienza del 2004, scritto e diretto da Enki Bilal, ispirato dalle graphic novel La fiera degli immortali e La donna trappola.
Trama
New York, 2095. La città è abitata da una multiforme comunità in cui convivono umani, mutanti ed extraterrestri dominati dalla potente Eugenics. Una misteriosa piramide è apparsa nel cielo di Manhattan. Horus, divinità egizia dalla testa di falco, sta perdendo l'immortalità e ha solo sette giorni per trovare e sedurre una splendida donna predestinata a continuare la sua stirpe divina. Per fare tutto ciò deve incarnarsi in un corpo di un uomo. Sarà Nikopol, un prigioniero politico evaso in circostanze casuali dal carcere dopo anni d'ibernazione, a ospitare Horus e permettergli di portare a termine la sua missione.

mercoledì 3 marzo 2010

La mia belva... andata anche questa.



Disegnata da Chris Bangle (a quel tempo al centro stile Fiat) e dal centro stile Pininfarina (principale curatore degli interni), la Fiat Coupé è una vettura sportiva sul telaio base della Fiat Tipo che per l'occasione venne opportunamente rinforzato. Veniva offerta in diverse motorizzazioni, esclusivamente a benzina, da 1.800 cm³ a 2.000 cm³, anche in versione turbo. La vettura era assemblata dalla Pininfarina all'interno dei propri stabilimenti.
I motori erano situati in posizione trasversale, la trazione era sulle ruote anteriori e il cambio era disponibile inizialmente a 5 marce successivamente a 6.

20V Turbo Plus (1999), il mio tesoro
Nel 1999 fu prodotta una versione denominata 20V Turbo Plus, molto simile alla versione 20V Turbo Limited Edition con allestimento sportivo, caratterizzato dalle pinze freni Brembo di colore rosso, dischi freno forati, gomme maggiorate da 225/45 con cerchi di disegno specifico a razze sdoppiate, tachimetro sempre con disegno del fondoscala a 280 km/h ma con sfondo argento anziché nero, tasto avviamento motore satinato, barra duomi antitorsione, kit esterno di carrozzeria di serie e sedili sportivi Recaro in pelle con cuciture rosse o bianche a richiesta; oppure vi era la possibilità di avere gli interni e i sedili normali ma con pelle rossa; altri optional erano gli airbag laterali inseriti nei sedili che erano presenti sia sui sedili originali che su quelli Recaro.

Bandit, sob! La mia ex moto


Con il nome Bandit si identifica tutta una serie di modelli di motociclette prodotte dalla casa motociclistica giapponese Suzuki.

Dal 1990 è stata prodotta in varie serie e cilindrate, in versione naked o semicarenata, ovvero dotata di semicarenatura fissa superiore integrante il faro, riconoscibili rispettivamente dalle sigle "N" o "S" e tutte caratterizzate dalla sigla di produzione GSF:
GSF250
GSF400 (prodotta sino al 1997)
GSF600N/GSF600S (prodotta dal 1995 al 2004) La mia.
GSF650N/GSF650S da 656cc (prodotta dal 2005)
GSF1200/GSF1200S (prodotta dal 1996 al 2006)
GSF1250/GSF1250S (prodotta dal 2007)

Tutti i motori sono doppio albero a camme in testa DOHC 4 cilindri e 16 valvole. I modelli 600, 650, e 1200 hanno utilizzato sino al 2006 il motore Suzuki SACS anni ottanta con il modello GSX-R caratterizzato dal raffreddamento misto aria / olio.

Dal 2007 rimangono in vendita le versioni da 650 e 1.250 cc di cilindrata, che ora sono raffreddate a liquido e hanno l'iniezione elettronica per essere conformi alle nuove normative Euro 3.

 

Iron man

Iron Man, il cui vero nome è Anthony Edward "Tony" Stark, è un personaggio dei fumetti, pubblicato dalla Marvel Comics e creato da Stan Lee e Larry LieberJack Kirby ha collaborato con Don Heck nel design dell'armatura. La sua prima apparizione è in Tales of Suspense (prima serie) n. 39 nel 1963. (testi);
In Italia le avventure di Iron Man, sia da solo che con i Potenti Vendicatori, sono pubblicate nel mensile Iron Man e i Potenti Vendicatori, edito dalla Panini Comics.

 

lunedì 1 marzo 2010

Bucato senza buchi (danni)

Per avere un bucato pulito senza usare troppi prodotti chimici, prendere l'abitudine di mettere a mollo la biancheria per una notte o se lo sporco è resistente anche due giorni ricordandosi di di cambiare l'acqua, basta anche acqua tiepida, diluire un cucchiaio di sapone di marsiglia puro sia liquido che grattuggiando una saponetta, prima di mettere in lavatrice, strizzare il bucato senza risciaquare, e strofinare sulle macchie persistenti, ancora il sapone di marsiglia puro, procedere con i lavaggi usuali. Per avere un bianco che si avvicina molto al capo appena comperato, in vendita c'è la cenere da lavatrice, acquistabile nei negozi biologici, costa un po' ma il risultato c'è. Se si ha tempo e si ha un camino, si può riciclare la cenere, prendendo una pentola, riepitela d'acqua, metteteci la cenere, fate bollire per 1 ora circa, poi filtrare 2/3 volte, buttare l'acqua, stendere la cenere rimasta su un telo di lino a trama sottile e far asciugare, una volta asciutta mettere in un recipiente ermetico e usare un cucchiaino in lavatrice con il detersivo abituale.