domenica 24 ottobre 2010

L'apprendista assassino

Un'umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento.
Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un 'bastardo' di stirpe reale, figlio illegittimo dell'erede al Trono dei Sei Ducati, il Principe Chevalier, che all'età di sei anni viene portato e lasciato al palazzo reale dal nonno, stanco di mantenere un nipote illegittimo, testimonianza della perduta virtù della figlia; Fitz viene affidato alle cure di Burrich, uomo di fiducia e stalliere del Principe Chevalier; Fitz non conoscerà mai suo padre, infatti dato che la moglie del Principe é sterile e a causa dello scandalo del figlio illegittimo, Chevalier abdica in favore del fratello minore, Veritas, abbandonando la Corte. Il Re Sagace, contrario all'esilio del suo erede, accoglie lo stesso Fitz, e fa in modo che venga addestrato dall'Avvelenatore di Corte, l'enigmatico Umbra, alla sottile arte dell'assassinio.
Comincia così la vita e la crescita del ragazzo, che si divide tra il lavoro alle stalle, lo studio comune di tutti coloro che sono di stirpe reale e l'addestramento come assassino.

I primi incarichi di Fitz come assassino sono legati alla guerra in corso tra i Sei Ducati e i crudeli pirati delle Navi Rosse: essi dopo aver attaccato i villaggi, ne "forgiano" gli abitanti, che diventano insensibili ai loro simili, e indifferenti alla violenza e morte che provocano senza alcun motivo; essi diventano come bestie rabbiose, e come tali vanno abbattute, compito del quale viene incaricato Fitz.
Dopo le insistenze della moglie del principe Chevalier, nel frattempo morto per un 'presunto' incidente a cavallo, il Re dà ordine che Fitz venga anche addestrato nell'Arte dei Lungavista, ossia la capacità di percepire ed influenzare i pensieri altrui anche a distanza, arte nella quale Fitz eccelle, anche grazie al suo innato talento di 'comunicare' con gli animali.
L'addestramento di Fitz prosegue ed il suo mentore e insegnante Umbra (fratellastro illegittimo del Re Sagace e quindi anche lui 'bastardo') lo prepara per i suoi futuri 'incarichi': "Non fingere mai di essere qualcosa di diverso da ciò che sei. Noi siamo assassini. Non agenti misericordiosi di un re saggio. Assassini politici che infliggono la morte per sostenere la nostra monarchia." dice appunto Umbra a Fitz per fugare ogni dubbio e ipocrisia relative al suo 'lavoro'. Il libro si conclude con la vicenda relativa al suo incarico di eliminare il fratello della promessa sposa del Principe Veritas, ordita dal principe più giovane, Regal, allo scopo di screditare il fratello con il popolo della sposa e quindi allearsi con loro e contro i Sei Ducati; Fitz, grazie all'Arte ed allo zio Veritas, impedisce il tradimento di Regal e torna a Corte per svolgere nuovamente i suoi incarichi.

Questo é uno di quei fantasy della corrente rinvigorita recentemente da George Martin con le sue "Cronache del Ghiacco e del Fuoco"; anche questo romanzo, più che un fantasy classico, con orchi, Elfi e Maghi, sembra un romanzo cavalleresco, dove però regna una certa dose di magia, sapientemente dosata, tale da rendere assolutamente credibile lo svolgersi degli eventi; qualcuno considera questo genere come un 'fantasy adulto', io non mi sento di associarmi, anche perché non credo che la mancanza di creature fantastiche come elfi, nani e orchi possa definire un libro 'adulto'. L'apprendista assassino racconta un universo drammatico in cui la lotta fra il Bene e il Male non è mai una prevedibile guerra tra opposti inconciliabili ma scontro umano tra fato e necessità, tra libera scelta e destino, tra personaggi la cui esistenza è sempre, inevitabilmente, imprevedibile.
La Hobb scrive molto bene, e la traduzione della Fanucci, eseguita da Paola Cartoceti é superba; chi come me ha avuto modo di leggere l'originale inglese, non rimarrà deluso da questa edizione, anzi, spesso la prosa della Cartoceti esalta dei punti che nell'originale (e scarno...) inglese erano meno incisivi. Anche la scelta di scrivere in prima persona, che in molti altri libri ho trovato pesante, anche perché gli eventi sono sempre narrati al passato..., risulta invece buona, ed il lettore si avvicina ancora di più al protagonista, vivendo in maniera più concreta tutte le vicende.
Il romanzo descrive minuziosamente la crescita, l'evoluzione ed i dubbi di Fitz; nella sua solitudine, non é solo, ed il suo 'Wit' (ingegno, spirito), ovvero la capacità magica di comunicare e creare un legame con gli animali, lo aiuta dapprima a relazionarsi con il mondo animale, poi con quello umano: "Forse i tempi in cui sono nato aspettavano la mia nascita? Forse gli eventi si sono incastrati sferragliando come le grandi ruote dentate di legno dell'orologio di Sayntanns sospingendomi verso la vita? Non pretendo di essere stato un grande uomo. Eppure, se io non fossi nato, tante cose sarebbero diverse e migliori? Non penso." dice lo stesso Fitz in apertura del libro.
Tutta la trama é estremamente vera e credibile, ed al tempo stesso molto avvincente; questo é uno di quei libri che vi faranno fare le ore piccole per finirlo, e l'unica fatica sarà quella di obbligarsi a chiudere il libro.
Robin Hobb, pseudonimo di Margaret Lindholm (già nota ai lettori di fantasy Inglesi e Statunitensi come Megan Lindholm) ha esordito nel 1995 con la Trilogia dei Farseer (Lungavista) di cui "L'Apprendista Assassino" (Assassin's Apprentice) é appunto il primo libro. Tra l'inizio e la fine degli anni '80, la Lindholm ha pubblicato un certo numero di racconti e romanzi fantasy (tutti inediti in Italia...), che le hanno portato un discreto successo, ma é con l'inizio della Saga dei Farseer che la sua notorietà é volata alle stelle. Oltre alla suddetta trilogia, la Hobb ha scritto anche la trilogia dei "Liveship Traders" e sta completando la trilogia di "The Tawny Man"; tutte e tre le saghe sono ambientate nello stesso mondo, ovvero il regno dei Sei Ducati, ma mentre la prima e la terza hanno lo stesso soggetto (il bastardo reale Fitz) la trilogia dei "Liveship Traders" narra la storia di questi 'mercanti' navigatori e delle loro navi 'vive'; non posso dire di più in quanto ancora non ho avuto modo di leggerla.
Da immaginario.net