giovedì 25 novembre 2010

Mario Rigoni Stern

«Io la terra trentina l’ho amata fin dalle elementari, attraverso una canzone che ci faceva cantare ogni mattino la maestra. Era la canzone del cieco di guerra sull’Ortigara, che guardava Trento da lontano. Non poteva vederla, ma oltre le cime la indovinava, la sognava.» (dall’intervista a cura di Franco de Battaglia, www.Altoadige.it, 2003)


Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago (Vicenza) il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano di Asiago, appena terminata la Grande guerra.
«Per i lavori aiutavo in casa o nel negozio di generi alimentari che avevamo sulla piazza centrale del paese. Ma c’era anche da preparare la legna per l’inverno, tagliare il fieno…»

La famiglia Rigoni soprannominata "Stern" commerciava con la pianura in prodotti delle malghe alpine, pezze di lino, lana e manufatti in legno della comunità dell'Altipiano. Studia fino alla terza avviamento al lavoro, poi lavora presso la bottega di famiglia.
Nel 1938 si arruola volontario alla Scuola Centrale Militare di Alpinismo (ora Centro Addestramento Alpino) di Aosta e, più tardi, combatte come alpino nella divisione Tridentina, nel battaglione Vestone, al confine con la Francia al tempo dell'entrata in guerra dell'Italia, quindi Albania, Grecia, e Russia dove vive l'immane tragedia della ritirata. Fatto prigioniero dai tedeschi allorché l'Italia firma l'armistizio di Cassibile (8 settembre 1943), è trasferito a Hohenstein, oggi Olsztynek, in Prussia Orientale. Rientra a casa a piedi dopo due anni di lager, il 5 maggio 1945.
La sua particolare sensibilità agli altri ed al creato in generale lo ha contraddistinto anche durante la campagna di Russia. Senza nulla togliere al suo coraggio ed all'impegno militare nel quale era coinvolto, come più sopra descritti, Rigoni Stern è ricordato per i suoi interventi in favore di alcuni civili in condizioni disagiate ed incapaci di sostentarsi, che sono sopravvissuti grazie a lui. Ne è un esempio Nikolaj Sanvelian, che da bambino è stato salvato da Mario e che diverrà uno dei più apprezzati scrittori russi.[2]
Finita la guerra Rigoni Stern ritorna ad Asiago da dove non si trasferirà più e dove ha vissuto fino alla morte nella casa da lui stesso costruita. Nel 1946 si sposa con la moglie Anna dalla quale avrà tre figli. Viene assunto presso l’Ufficio imposte del catasto del suo stesso comune. Manterrà questo impiego fino al 1970 quando lo lascerà per ragioni di salute (problemi cardiaci). Da quel momento si dedicherà appieno all'attività di scrittore.

Opere
Il sergente nella neve (1953) - Premio Bancarellino 1963
Il bosco degli urogalli (1962)
Quota Albania (1971)
Ritorno sul Don (1973)
Storia di Tönle (1978) - Premio Campiello e Premio Bagutta
Uomini, boschi e api (1980)
L'anno della vittoria (1985)
Amore di confine (1986)
Il libro degli animali (1990)
Arboreto salvatico (1991)
Le stagioni di Giacomo (1995) - Premio Grinzane Cavour
Sentieri sotto la neve (1998)
Inverni lontani (1999)
Tra due guerre e altre storie (2000)
L'ultima partita a carte (2002)
Aspettando l'alba e altri racconti (2004)
I racconti di guerra (2006)
Stagioni (2006)
Quel Natale nella steppa, (2006)